E’ arrivato il 2010, l’anno nuovo …
Lo abbiamo tanto aspettato per programmare attivita’, lavori, esperienze, novita’, e finalmente ci siamo.
Eccolo !
E’ partito velocemente sulla scia dell’anno che e’ passato. E ora bisogna concretizzare i progetti che avevamo iniziato nel 2009, e cominciare a prepararne altri, sperando che ci portino dove vogliamo. e come nella vita di tutti i giorni e’ cosi’ anche nel lavoro e con il nostro Wake Up.
Nel 2009 e’ nato , ha cominciato a farsi conoscere, ha avuto ottimi riscontri di lettori.
Nel 2010, avra’ il compito piu’ difficile, dovra’ continuare la sua strada meglio di prima, maturando ancora piu’ successi, portando avanti sogni e realta’ che sono nati con lui e sviluppare idee sempre nuove e diverse per entrare ancora di piu’ nel cuore di chi lo legge.
Le novita’ che si preannunciano sono tante e le scopriremo poco per volta insieme e sono sicuro che ci piaceranno. lo stile del nostro wake up sara’ lo stesso, quello chiaro, preciso, divertente, moderno, quello che e’ piaciuto e che i nostri lettori apprezzano, quello creato nel 2009.
Gli spazi sempre piu’ dedicati alla musica, alla moda, all’arte, ma sara’ aperto e informato a tutto cio’ che trovera’ sulla sua strada nel 2010.
Noi ve lo ripresentiamo con rinnovata energia, con la stessa professionalita’ e con tanta voglia di fare. crediamo in wake up e in quello che ci può dare, e siamo certi che con il vostro appoggio potremo andare avanti meglio ogni giorno,vogliamo che voi, i lettori siate sempre al passo con i tempi, sappiate sempre cosa succede, e possiate essere contenti di noi e del nostro giornale.
Noi ce la metteremo tutta per accontentarvi e farvi amare wake up anche nel 2010, come lo avete amato nel 2009.
Wake Up 2010, non vi sembra gia’ un titolo di un cartellone pubblicitario, di uno slogan di successo, di una icona per la musica?.
Cosi’ come si e’ preannunciato alla sua nascita e cosi’ come proseguira’ con il nostro lavoro e con l’aiuto di voi che lo leggete grazie lettori del 2009 e benvenuti a voi lettori del 2010.
Quando ho fotografato quel graffito, o meglio, quella curiosa scritta su di un muro romano, non immaginavo quale storia potesse celare.
Quella foto, caricata poi su internet, ha poi risolto un mistero. Un mistero da far invidia a Scherlock Holmes.
D. l’ha conosciuta Melina Riccio e mi ha narrato la sua storia. O per lo meno, una parte.
La storia di una donna che vaga nelle città, usando i muri per lanciare il suo messaggio di pace e denunciare i mali della società, lasciando cesti di pane, frutta e verdura sugli autobus.
Melina è partita da Genova, da dove inizia questo racconto, sino a giungere a Roma, dove ho trovato una sua traccia.

Di ritorno dal MEI: quali sono le tue impressioni?
Il MEI è stata una gran bella esperienza: in primo luogo è veramente un’occasione di presentarsi ad una bella platea oltre che di pubblico, oltre che agli addetti ai lavori.
C’è una grande vastità di curiosi che cercano solo di ascoltare buona musica, ci sono i discografici, gli indipendenti, quelli che hanno già una certa fama e quelli che la stanno cercando.
È occasione d’incontro tra le più svariate tendenze artistiche, c’è un insieme di musicisti che sono lì solo per far sentire la propria musica senza preoccuparsi della commercialità, è un momento di espressione importante, unico in Italia.
Per me in più è stata un’occasione importante per testare la nuova band, che ha avuto una rivoluzione sostanziale: devo dire che sono più che soddisfatto. Tra l’altro i ragazzi che sono diventati parte integrante della band hanno risposto alla grande, nonostante siano molto giovani, ma al tempo stesso molto capaci.
Insomma è stata una grande esperienza sotto tutti i punti di vista.
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